Yoshifumi HAYASAKA  - Kingairyu

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LO STILE FANTASMA DI OKINAWA

KOJO-RYU

Il Kojoryu è chiamato "lo stile fantasma di Okinawa" perché è un sistema vecchio stile che, fino alla fine degli anni '60, veniva tramandato in segreto solo ai membri della famiglia Kojo. Solo alla fine degli anni '70 Kafu Kojo e suo figlio Shigeru aprirono un dojo pubblico a Naha, ma esso ebbe vita breve a causa della loro prematura scomparsa. Lo stile rimase quindi sconosciuto nella sua interezza ai più. Oggi la sua tradizione è preservata dall'allievo più longevo di Kojo, Shingo Hayashi, considerato l'erede morale dell'ultimo caposcuola.

2° Patriarca

1° Patriarca

1° Caposcuola

Cai Zhaogong o Cai Zonghui [Kojo Uekata 1656 – 1737 o 1665 - 1747], della comunità cinese che viveva nel villaggio di Kume ad Okinawa. Egli fu un uekata della corte reale di Ryukyu e studiò anche in Beijin.

Kojo Shinunjo (Cai Shichang 1780 - 1860), probabilmente nipote di Cai Zhaogong. Fu un pechin della corte reale di Ryukyu e guardia al castello di Shuri, studiò anche in Fujian.

Kojo Shinpo (nome cinese e data di nascita non pervenuti, probabilmente morto nel 1826). Studiò Bingfa, Caijia-quan e calligrafia cinese, lavorò per la corte reale di Ryukyu in qualità di pechin.

3° Caposcuola

4° Caposcuola

2° Caposcuola

Kojo Tatei (1837 – 1917), nipote di Shoi, approfondì gli studi in Cina, grazie all'intercessione del guerriero Iwah e del suo principale insegnante Wangshi'an. Tatei introdusse il kata Babulian ad Okinawa e i metodi del Pugno della Gru Bianca e del Pugno del Monaco nel sistema di famiglia. Tatei fu altresì il primo a dare un nome al metodo di famiglia, iniziando a chiamarlo Shinzan-ryu kenpo in onore a Wangshi'an.

Kojo Kaho (1849 – 1925) importò i 3 kata intermedi Tenkan, Kukan e Chikan nello stile di famiglia. Creò i due tipici jo-jutsu kata, e cominciò a fondere il chuan-fa con le tecniche di lotta indigene di Okinawa.

Kojo Shoi (Cai Changwei 1816 – 1906) studiò il Pugno della Gru Bianca in Fujian, e altresì jo-jutsu e tanto-jutsu. Shoi introdusse nel sistema di famiglia i 3 kata avanzati Hakko, Hakuryu, e Hakkaku.

6° Caposcuola

5° Caposcuola

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Kojo Saikyo (1873 – 1941), nipote di Kaho, studiò altri stili di karate di Okinawa, così come il tipico sumo locale ed il sai-jutsu, e introdusse tutto ciò nel sistema di famiglia.

Kojo Kafu (1910–1996), figlio di Saikyo, fu l'ultimo caposcuola e colui che implementò definitivamente il metodo. Studiò sia sotto il padre che sotto lo zio, è studiò anche altre discipline come il Sekiguchi-ryu Jujutsu e il Jukendo. Kafu fu anche esperto di Shorin-ryu, avendo studiato sotto Hanashiro Chomo e il suo amico Choshin Chibana. Negli anni '60 Kafu decise di rompere la tradizione familiare e aprire un dojo pubblico, insieme a suo figlio Shigeru. Egli chiamò il metodo di famiglia definitivamente Kojo-ryu karate.

7^ Generazione del Kojo-ryu

Uno dei pochissimi studenti esterni alla famiglia, e uno dei più fidati, fu Shingo Hayashi (1934), oggi considerato l'erede morale di Kafu e l'unico studente autorizzato ad aprire uno Shibu-dojo. Il Maestro Hayashi lavorava come dentista. Iniziò a praticare il Kojo-ryu nel 1963 e oggi vive nel Giappone continentale, dove insegna solo a tre studenti fidati, lontano dalla politica federale o associativa, trasmettendo alla vecchia maniera ciò che il suo Maestro gli ha insegnato, tanto da essere conosciuto come kakuri bushi, o "guerriero nascosto". Il Prof. Bonanno ha iniziato a studiare con il Maestro Hayashi nel 2016 essendo accettato come uchi-deshi.

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Linea esterna del Kojo-ryu

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Yabiku Takaya (1944) fu l'unico allievo di Seiji Irimaji, il quale a sua volta fu primo soto-deshi del dojo Kojo di Naha. Il Maestro Yabiku iniziò a praticare il Pugno della Gru Bianca del Kojo-ryu nel 1965, per circa un anno e mezzo, sotto la guida di Shigeru e Tatsumi Kojo (un altro figlio di Kafu), che lavoravano nella stessa società di taxi. In seguito passò sotto la guida di Irimaji, continuando per ventiquattro anni, finché Irimaji stesso non lo promosse al 10° dan e lo nominò successore della sua scuola, chiamata Shinzan-ryu Koshinkan*.

Il Prof. Bonanno iniziò a studiare con il Maestro Yabiku nel 2014.

 

 

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* Alcune scuole negli Stati Uniti affermano di praticare il Kojoryu così come trasmesso da Takaya Yabiku in modo autentico. Come verificabile da fatti storici e dettagli tecnici, tutti confermati al Prof. Bonanno dal Maestro Yabiku durante i suoi viaggi a Okinawa e nella corrispondenza in possesso dello stesso Prof. Bonanno, queste scuole e i loro insegnanti praticano il Koshinryu e non il Kojoryu.

Il Koshinryu, infatti, è la linea di karate fondata da Seiji Irimaji quando decise di separarsi dalla scuola del suo maestro Kafu Kojo per aprire un proprio dojo chiamato Koshinryu Koshinkan, e modificò i kata originali ampliandone il programma con forme da lui stesso inventate. È noto che Kafu Kojo non vide di buon occhio questa decisione del Maestro Irimaji.

Inizialmente, per motivi di lavoro e poi per problemi di salute, il Maestro Irimaji lasciò il suo Koshinkan nelle mani del Maestro Yabiku, ma nel 2013 decise di abbandonare la trasmissione del Koshinryu e chiese al Maestro Yabiku di insegnare il vecchio Kojoryu solo ad allievi fidati; così Yabiku creò la scuola Shinzanryu Koshinkan (l'anno prima che il Prof. Bonanno iniziasse a studiare con lui).

Pertanto, il Koshinryu non è l'autentico Kojoryu.

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Storia approfondita, aneddoti e tecnica del Kojo-ryu li trovi nel libro del prof. Bonanno

Il Prof. Angelo Bonanno, primo maestro italiano ad aver studiato lo stile direttamente alla fonte e averlo portato in Italia, ha deciso di fornire un'introduzione del Kojo-ryu Karate presentando questo manuale che, a differenza di altri testi che nel tempo hanno trattato l'argomento, permette un'analisi notevolmente più dettagliata attraverso materiale storico, fotografico e ricerche tecniche, provenienti direttamente dai due unici maestri giapponesi attualmente attivi, studenti della famiglia Kojo, e sotto i quali l'autore si è addestrato. Il Kojo-ryu è un tesoro da preservare e conoscere, esso consta di un arsenale tattico-tecnico così ricco tanto da renderlo per molti versi differente dagli altri classici stili di Karate, si può dire tanto da renderlo esclusivo che potrebbe essere anche considerato una disciplina a sé, risulta dunque di altissimo interesse anche per praticanti di differenti stili di Karate e di altre arti marziali.